Eraclito di Efeso: perché fu soprannominato l’oscuro?

Eraclito (VI – V sec.a.C) di Efeso (nell’odierna Turchia), il celebre filosofo del Panta Rhei,  “Tutto scorre”, decisamente non era socievole e non aveva un buon carattere.

Fu questo uno dei motivi per cui ricevette il soprannome di “Oscuro”. Difatti, sebbene fosse di famiglia aristocratica, si disinteressò della politica e della vita sociale della sua Polis.

 Non solo. Riteneva talmente tanto elevata la sua filosofia, esposta nel poema Sulla natura, da ritenere degne di accostarvisi solo le divinità. Una volta conclusa l’opera , stando a Diogene Laerzio, la depose nel tempio dedicato ad Artemide, eretto nel bosco, donandola agli dei dell’Olimpo.

Un altro motivo per cui fu soprannominato l’oscuro è che usò un linguaggio difficilissimo per redigere quest’opera. E lo fece apposta. Perché doveva essere letta solo da quanti avevano le doti intellettuali per comprendere quanto vi era scritto. Chi vi sarebbe riuscito? Quelli che lui definiva “Svegli”, ovvero i filosofi, coloro che per approcciarsi al sapere, si affidavano alla ragione. Questa categoria di uomini è l’opposta dei dormienti, ovvero quelli che si affidano ai sensi per conoscere. Tuttavia la sensibilità è ingannatrice, poiché come nel sonno ci fa credere che cose irreali esistano davvero, così ci inganna sulla vera sapienza nel mondo.

Eraclito, alcuni anni fa, in Italia, è tornato alla ribalta della cronaca per essere incluso nel testo di Francesco Gabbani, Occidentalis Karma con il quale ha trionfato a San Remo. Nel motivo del testo il suo aforisma più noto: Panta Rhei, tutto scorre.

Molto bello, se non fosse che in realtà, Eraclito, non elaborò mai questo motto, che invece fu concepito dai suoi discepoli per identificare una metafora, questa volta sua, che ci è arrivata attraverso un frammento: il fiume.

Secondo il filosofo di Efeso non è possibile immergersi per due volte nello stesso fiume, poiché esso perennemente scorre e cambia, e anche gli uomini, con il trascorrere del tempo, mutano. Dunque la verità, l’origine di tutte le cose, è la trasformazione, il divenire.

Per tale motivo secondo Eraclito tutte le cose deriverebbero da quell’elemento naturale che egregiamente identifica la perenne trasformazione: il fuoco.

Letta la sua opera, il re di Persia, Dario, lo invitò a corte, promettendogli gloria ed oro. Eraclito rifiutò, sostenendo che a lui la gloria non interessava. E se ne andò a vivere nei boschi, diventando vegano, cibandosi solo di erbe. Fu per questo che si ammalò di idropisia. Ma questa è un’altra storia…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...